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Colza OGM

LO STUDIO SULLA CONTAMINAZIONE TRA COLZA OGM E INFESTANTI

03 Ago 2005, Greenplanet

Rendiamo disponibile lo studio che ha rivelato il trasferimento di geni tra piante OGM e spontanee, con la creazione di un infestante immortale resistente agli erbicidi

La settimana scorsa avevamo presentato la notizia della creazione di un erba infestante indistruttibile, resistente agli erbicidi commerciali dopo l'ibridazione con colza OGM della Bayer.

Rendiamo disponibile lo studio (The potential for dispersal of herbicide tolerance genes from genetically-modified, herbicide-tolerant oilseed rape crops to wild relatives) di Roger Daniels, Caroline Boffey, Rebecca Mogg, Joanna Bond e Ralph Clarke del CEH Dorset.

Lo studio, debitamente peer-rewieved, ha questa premessa da parte del revisore:
"Sebbene lo studio abbia identificato ibridizzazione tra colza da olio e Sinapis arvensis, il dato va interpretato con cautela. La frequenza di questo evento sembra molto bassa, come dimostra il fatto che non è mai stata rilevata in precedenza. Inoltre le condizioni in cui si sono individuati gli ibridi appaiono non comuni, ristrette a questo specifico caso in cui la Sinapis era presente in quantità considerevole e in grado di assumere un rilevante ruolo di impollinatore. Le conseguenze del trasferimento dei tratti di tolleranza all'erbicida sullo stato vegetativo e sulla persistenza della Sinapis arvensis non è stato preso in esame dallo studio, ma si possono ritenere trascurabili.
Ciò nondimeno, questo caso inconsueto suggerisce l'opportunità di ulteriori studi per esaminare adeguatamente ogni rischio potenziale del trasferimento genetico".

27 Lug 2005, Greenplanet

GLI OGM CI REGALANO UN'INFESTANTE IMMORTALE

Allarme da uno studio governativo inglese: la colza OGM della Bayer ha contaminato una diffusa erba infestante rendendola resistente agli erbicidi. Assobiotec: "Embè? Niente di nuovo..."

La Gran Bretagna si è data letteralmente la zappa sui piedi, e converrebbe che anche l’Italia e l’Ue capissero cosa sta accadendo in materia di alimenti geneticamente modificati.
Una ricerca del governo britannico, di cui sentiremo spesso parlare nei prossimi giorni, ha infatti dimostrato che la colza modificata, prodotta dalla Bayer, ha contaminato geneticamente, attraverso il polline, una erba infestante molto comune, la senape dei campi, rendendola resistente agli erbicidi.
Quello che forse dovremmo tutti capire risiede nel fatto che, oltre ai rischi non accertati sulla salute umana degli alimenti Ogm ancora da dimostrare, il pericolo reale è la contaminazione tra specie diverse che ereditano poi caratteristiche genetiche con risultati imprevedibili.
Fa specie che l’ex ministro Michael Meacher, lo stesso responsabile dell'introduzione delle sperimentazioni su larga scala delle colture Ogm, abbia dichiarato che il risultato della ricerca dimostra che "non possiamo assolutamente correre il rischio che le colture Ogm contaminino piante selvatiche in maniere imprevedibili.
Se le erbacce diventano resistenti agli erbicidi a causa di una impollinazione incrociata, entriamo in acque molto pericolose".
Come è possibile che il governo ignori il rapporto del 2003 della Soil Association Uk redatto da Hugh Warwick e Gundula Meziani, che indica proprio questa contaminazione come una delle caratteristiche negative riscontrate dagli agricoltori Usa nella loro esperienza con gli Ogm?
Oggi il danno sarà quello prodotto dalla necessità di usare nuove sostanze erbicidi più potenti e costose, creando una diseconomia annunciata per gli agricoltori e un prevedibile aumento delle rendite delle aziende chimiche, che producono sia il danno che la cura.
Domani potremo aspettarci, per esempio, la nascita di alimenti tossici la cui scoperta passerà attraverso qualche decesso, puro dato statistico.
La contaminazione avviene per incrocio di polline, gettando così un’ombra anche sulle coltivazioni biologiche che, grazie alle normative Ue, coesistono con quelle Ogm anche in Italia.

Giacomo Nardone

ASSOBIOTEC: "NULLA DI NUOVO NELLO STUDIO BRITANNICO"

"E' nella coesistenza il futuro dell'agricoltura"

Roma, 28 lug. (Apcom) - "Niente di nuovo nello studio inglese sulle colture biotecnologiche, se non la libera interpretazione del Guardian": così Roberto Gradnik, presidente di Assobiotec, l'Associazione nazionale per lo sviluppo delle biotecnologie, che fa parte di Federchimica, commenta il recente studio commissionato dal ministero dell'Ambiente britannico sulle presunte contaminazioni tra coltivazioni Ogm ed erbe infestanti, reso noto dal Guardian.

"Il fenomeno descritto dallo studio, ovvero l'insorgenza di resistenze, è noto da anni, e le buone pratiche agricole insegnano che tale fenomeno si controlla semplicemente accostando alle coltivazioni Ogm piccoli campi convenzionali. Cosa che peraltro avviene da anni in tutti i Paesi che coltivano varietà biotecnologiche", aggiunge Gradnik.
"Lo stesso Governo britannico, inoltre, rammaricandosi del modo in cui il Guardian ha presentato i dati del suo studio, ha posto l'accento sulla bassissima incidenza del fenomeno, pari allo 0,00021%".
"Il nostro augurio è che la coesistenza in agricoltura, la cui attuazione concreta è indispensabile per lo sviluppo di una agricoltura innovativa e concorrenziale, possa presto divenire realtà anche in Italia, a tutto vantaggio dei consumatori e degli operatori agricoli".

Era proprio quello che gli scienziati del governo britannico avevano assicurato che non sarebbe potuto accadere.
Invece è successo: i geni di una coltivazione sperimentale Ogm di colza modificati per resistere a un erbicida si sono trasferiti in una pianta locale, la senape selvatica, che è di conseguenza diventata resistente allo stesso erbicida.

E' il primo caso di ibridizzazione di un raccolto transgenico con una specie lontanamente imparentata nel Regno Unito e ha fatto scattare l'allarme sul suo possibile impatto ambientale.
La scoperta, che il «Guardian» ha pubblicato con grande rilievo, è avvenuta nel corso di uno studio condotto dagli scienziati del Centre for Ecology and Hydrology, un centro di ricerca governativo con base nel Dorset.

Le sperimentazioni consentite dal governo britannico erano terminate due anni fa, ma durante il follow-up gli esperti hanno trovato la nuova senape selvatica in un campo che era stato usato per coltivare la colza transgenica.
Quando la hanno irrorata con l'erbicida, la pianta non ne ha risentito.
Gli studiosi, che hanno riferito la scoperta della pianta ibrida sul loro sito web la settimana scorsa, sono convinti che «la frequenza di un tale evento (cioè l'impollinazione incrociata della senape selvatica, ndr) nel campo sia probabilmente molto bassa».

Ma aggiungono: «Questo avvenimento inconsueto merita ulteriore studio per stabilire i potenziali rischi di trasferimento genetico». Per ora il governo di Londra non ha fatto annunci solenni, anzi. Ma l'ex sottosegretario all'Ambiente Michael Meacher, a suo tempo responsabile dell'introduzione dei raccolti sperimentali Ogm, ha reagito con allarme: «Non possiamo permetterci di rischiare che i raccolti transgenici contaminino piante selvatiche in modi imprevedibili. Se le erbacce diventano in grado di tollerare erbicidi ad ampio spettro in seguito all'impollinazione incrociata, entriamo in acque sconosciute».
L'erbicida impiegato in questo caso è l'ammonio glufosinato. «Non è chiaro», prosegue il «Guardian», se l'erbaccia che è divenuta resistente a questo prodotto sia fertile o sterile: «Gli scienziati ne hanno raccolto 8 semi ma non sono riusciti a farli germinare in laboratorio e hanno concluso che la pianta "non è vitale"».

Ma il dottor Brian Johnson, un genetista ambientale che fa parte del gruppo che ha revisionato i risultati delle sperimentazioni, dice: «Ci sono tutte le ragioni per credere che il tratto Ogm possa essere nel polline della pianta e possa così trasmettersi all'altra senape selvatica circonvicina, spargendo in questo modo i geni Ogm. Dopotutto, è così che dev'essersi verificata l'impollinazione incrociata tra la colza e la senape selvatica».
Finora lo studio non ha analizzato il polline, per cui gli scienziati non sono sicuri se contenga o no il tratto Ogm. Per ora il problema appare di portata limitata, poiché nel Regno Unito le colture transgeniche non sono consentite a scopo commerciale.
Inoltre questa senape selvatica è resistente a un solo erbicida, anziché a più di uno.
Ma le implicazioni per il futuro appaiono comunque profonde: tanto per cominciare, inizialmente gli scienziati del governo credevano che la colza e la senape selvatica fossero imparentate troppo alla lontana perché avvenisse una cosa del genere.
Rabbrividiscono gli ambientalisti, tra cui Emily Diamond, ricercatrice sugli Ogm per l'organizzazione «Friends of the Earth», la quale dice: «Questo studio è stato uno shock. Avevano assicurato che non sarebbe potuto accadere, ora che è successo la scoperta è stata messa da una parte. Questo è esattamente quello che temevano i francesi e i greci, quando si erano opposti all'introduzione della colza transgenica».
Anche Pete Riley, direttore dell'organizzazione «Five Year Freeze», che mira a impedire la coltivazione degli Ogm a scopo commerciale per 5 anni, ha detto: «La notizia è molto sorprendente: ci avevano detto che era impossibile che questo avvenisse in un campo. Meno male che c'era una moratoria, che ha consentito una scoperta così inaspettata. Noi crediamo che sia ora che la colza transgenica sia accantonata senza far chiasso.

Faremo pressione affinché sia proibita».
Anche Michael Meacher è molto preoccupato. Adesso non è più al governo ma dice: «In un'isola piccola come la Gran Bretagna abbiamo molti campi relativamente piccoli e molte specie di piante imparentate. Non è realistico pensare di poter mantenere distanze di separazione adeguate tra raccolti transgenici e i loro parenti selvatici. L'opzione sicura è semplicemente dire che il rischio di questi raccolti transgenici è troppo grande e non possiamo coltivarli».

Ogm: Gb, contaminazione crea erbaccia resistente erbicidi

La prima erba infestante geneticamente modificata mediante contaminazione con colture Ogm è stata scoperta in Gran Bretagna.
La senape dei campi, una comune erbaccia, è diventata resistente agli erbicidi dopo che i suoi geni sono stati contaminati da quelli di colza Ogm in via di coltivazione sperimentale nel Regno Unito.
Tale scoperta solleva seri dubbi sull'impatto che la colza Ogm potrebbe avere sull'ambiente circostante, proprio circa un mese dopo che la Gran Bretagna aveva tentato di persuadere altri paesi europei a sollevare il loro divieto sulla coltivazione di colza geneticamente modificata.
Dallo studio condotto dal centro di ricerca del governo britannico per l'ecologia e l'idrologia, è emerso infatti che la colza Ogm prodotta dalla Bayer ed in grado di essere resistente a potenti erbicidi aveva contaminato la senape dei campi, della quale è lontanamente parente.
I risultati dello studio contraddicono precedenti ricerche che avevano escluso la possibilità di contaminazione tra diverse specie.
Oggi l'ex ministro dell'ambiente Michael Meacher, lo stesso responsabile dell'introduzione delle sperimentazioni su larga scala delle colture Ogm, ha dichiarato che il risultato della ricerca dimostra che "non possiamo assolutamente correre il rischio che le colture Ogm contaminino piante selvatiche in maniere imprevedibili. Se le erbacce diventano resistenti agli erbicidi a causa di una impollinazione incrociata, entriamo in acque molto pericolose".