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No grazie

Greenpeace Italia, lunedì, 05 dicembre, 2005

Monsanto, Bayer: Europa modificata? No grazie

Al termine di una recente ricerca a lungo termine condotta in Australia sui piselli OGM, si sono osservate mutazioni nella struttura della proteina prodotta dai piselli OGM, responsabili di causare infezioni polmonari nelle cavie alimentate con questi OGM, che sono diventate anche più reattive ad altre allergie alimentari. Greenpeace torna a sottolineare l'urgenza di uno stop alle coltivazioni di OGM in Europa. Attivisti di Greenpeace, in rappresentanza dei consumatori dell'Europa dei Venticinque, hanno protestato davanti al Consiglio dei Ministri per l'ambiente, a Bruxelles. Gli attivisti indossavano maschere da cavie, per ricordare i gravi rischi alla salute che sono stati riscontrati su questi animali se alimentati con piselli OGM e issavano striscioni con la scritta "I mangimi OGM mi hanno fatto ammalare non lasciate che capiti anche agli uomini!".

La richiesta di Greenpeace è sostenuta da esperti riunitisi a Francoforte in una conferenza internazionale. Esperti francesi, italiani, svizzeri, tedeschi e britannici hanno criticato le attuali valutazioni del rischio insito nell'uso di mangimi OGM, definendole insufficienti, e sono stati concordi nel definire le manipolazioni genetiche come imprevedibili a lungo termine. Il professor Arpad Pusztai, che alcuni anni fa ha condotto alcuni test preliminari sull'alimentazione delle cavie a base dello stesso tipo di piselli OGM provenienti dall'Australia, aveva rilevato danni minori. Ha comunque dichiarato che "è necessario considerare seriamente questi campanelli d'allarme, specialmente quando si passa a considerare la salute umana. Come ho potuto verificare, gli effetti sulla salute, in particolare quelli sul sistema immunitario delle cavie, non sono facili da rilevare. Il problema è che nessun altro studio di questo tipo è mai stato condotto sugli OGM. In più, nessuna autorità preposta al controllo ha mai ordinato di testare la loro sicurezza con gli stessi metodi utilizzati per questo OGM".

Tra gli OGM imputati di avere significativi effetti sulla salute degli animali alimentati con questi mangimi, c'è anche il MON863, un mais Monsanto. La Commissione Ue ha dato il via libera alla sua approvazione per l'uso animale lo scorso agosto, nonostante il parere contrario della maggioranza degli stati membri. L'autorizzazione degli OGM per l'alimentazione umana è atteso nelle prossime settimane. Secondo l'organizzazione ambientalista visto che la colza sarà importata come seme intero e solo successivamente macinata, il procedimento non garantisce da rischi di contaminazione accidentale durante il trasporto e la trasformazione. Una volta dispersi nell'ambiente i semi di colza possono germinare e diffondersi rapidamente attraverso tutta l'Europa. Il polline della colza può viaggiare anche per parecchi chilometri. "L'Italia deve impiegare immediatamente le clausole di salvaguardia nazionale per impedire l'importazione della colza Ogm" afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace che sottolinea che perfino un'azienda biotech, la Bayer, ha ritirato la richiesta d'autorizzazione alla Ue per un'altra colza Ogm, dopo le perplessità manifestate dagli Stati membri sui rischi di dispersione.

In Svizzera, dopo il netto "no" dei cittadini elvetici al referendum sugli ogm, parte il programma per conoscere i rischi legati alla disseminazione di organismi geneticamente modificati (Ogm). Il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS) sta attualmente definendo le linee guida dei due progetti. I risultati dovrebbero essere pubblicati tra quattro anni. Il programma deve infatti servire da base per il dibattito politico per la scadenza della moratoria. Oltre ad aspetti di biologia fondamentale, le ricerche riguarderanno l'introduzione di piante transgeniche nell'agricoltura e nella catena di produzione di alimenti. Intanto a Padova riprende l'iniziativa l'iniziativa delle associazioni di base per avere un territorio comunale libero da OGM. L'invito ai cittadini è quello di esplicitare attraverso la sottoscrizione di una lettera via internet la propria posizione al Sindaco, al Vice-Sindaco di Padova e ai Capigruppo in seno al Consiglio Comunale per dire "NO agli OGM", anche nel comune di Padova." AT