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Pesticidi

13/1/2009 - La Stampa

SALUTE DEI CONSUMATORI

L'Ue approva la lista nera dei pesticidi

A larga maggioranza il Parlamento europea mette al bando 22 sostanze considerate dannose per la salute e invita gli stati membri a sviluppare soluzioni alternative all'utilizzo di pesticidi Giro di vite del Parlamento europeo, oggi a Strasburgo, dopo l'accordo raggiunto nei mesi scorsi da Commissione europea e Consiglio, sull'utilizzo di pesticidi in agricoltura. Nel mirino della comunità sono finite 22 delle 500 sostanze finora autorizzate, circa il 5%, perché considerate nocive per la salute. Il bando, dal 2009 al 2018 sarà totale per 14 sostanze, i cui effetti dannosi sulla salute umana e sull'ambiente sono stati largamente provati. Le altre otto restanti godranno di un regime più "morbido": potranno, ma non dovranno necessariamente essere proibite, non essendo ancora considerate definitive le prove sui loro effetti negativi diretti sulla salute.
La messa al bando dei pesticidi pericolosi, approvata a maggioranza schiacciante con un regolamento e una direttiva, non sarà immediata. Le sostanze sotto accusa non saranno più riammesse dopo la scadenza dell'autorizzazione attuale. La normativa adottata oggi mette la parola fine all'utilizzo di diversi pesticidi contenenti perturbatori endocrini (sostanze che perturbano gli equilibri ormonali).
Secondo i parametri stabiliti dall'assemblea di Strasburgo il divieto potrà scattare in due situazioni: se vi saranno almeno due conseguenze patologiche dimostrate in esperimenti con una sola specie animale, oppure anche in presenza di un solo effetto patologico dimostrato, se vi saranno in più altri effetti osservabili su qualunque organo. A fare le principali spese di questa nuova normativa le industrie del settore, in particolare le due multinazionali chimiche tedesche Bayer e Basf, che si sono molto spese nei mesi scorsi per ottenere condizioni meno penalizzanti.
Il processo legislativo non è stato privo di ostacoli e pressioni, non solo da parte delle lobby dell'industria, ma anche dalle Ong ambientaliste. La relatrice del regolamento, la verde tedesca Hiltrud Breyer, nei mesi scorsi aveva più volte denunciato le dichiarazioni dell'industria, che paventava conseguenze di proporzioni bibliche, per la possibile proibizione di più del 40% delle sostanze. Secondo le Cassandre dell'industria una simile limitazione avrebbe condotto l'Europa sulla via della carestia, data l'impossibilità di proteggere i raccolti. In realtà, ha sottolineato la relatrice, tali preoccupazione sembrano esagerate, considerato anche che solo 22 sostanze su 5oo sono alla fine finite nella lista nera.

Il regolamento adottato oggi prevede che l'Ue sia divisa in tre grandi fasce geografiche (Nord, Centro e Sud). I pesticidi approvati in un'area dovranno essere autorizzati in tutti i paesi che vi appartengono, ma potranno essere proibiti nelle altre due aree. La direttiva sull'uso sostenibile dei pesticidi invece prevede che gli Stati membri presentino dei piani di riduzione del loro impiego, con obiettivi quantitativi e calendari d'attuazione, e che siano incoraggiati i sistemi di "protezione integrata" delle colture. Sarà inoltre proibita la diffusione aerea dei pesticidi, salvo speciali deroghe, e anche parchi, giardini pubblici, impianti sportivi e ricreativi si vedranno ridurre l'utilizzo di pesticidi.Gli Stati membri, inoltre, potranno proibire l'uso di particolare pesticidi in zone ecologicamente sensibili, in presenza di falde acquifere da proteggere o in aree di particolare densità della popolazione.