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Riso OGM

15 ottobre 2009, Greenreport

Agricoltori e Greenpeace all'Ue: "Fermate riso, patate e mais Ogm. Non sono una soluzione"

BRUXELLES. Oggi gli agricoltori portano gli Ogm direttamente in fronte alla Commissione europea: incontreranno il commissario alla salute, Androulla Vassiliou, e le consegneranno una petizione promossa con Greenpeace e firmata da 180 mila persone per bloccare l'autorizzazione del riso Ogm LL62 della Bayer.
A rappresentare i contadini di tutto il mondo saranno 4 agricoltori che hanno scelto di produrre alimenti sani e di qualità. Greenpeace presenta le loro storie esemplari.

Peter Nilsson, agricoltore di quarta generazione di Kristianstad, Skåne (Sveziadel sud). Dal 2002, la sua azienda è certificata come biologica; produce latte, patate, broccoli, fagioli, lattuga e carote e spiega che L'agricoltura biologica gli ha garantito un guadagno sufficiente e raccolti migliori: "Non mi piace il modo in cui le multinazionali stanno facendo affari con gli OGM. Quello che so è che ci sono ancora molti aspetti che non conosciamo sugli OGM in agricoltura. Abbiamo avuto gli stessi problemi con l'agricoltura convenzionale, abbiamo usato la chimica per anni e ne abbiamo visto gli effetti nefasti molto tempo dopo. Penso, inoltre, che dovremmo mostrare più rispetto e fiducia nei confronti della natura per ciò che ci ha fornito in milioni di anni. Coltivare significa lavorare con la natura, forse dobbiamo semplicemente imparare a lavorare
meglio con essa"."

Samnieng Huadlim, risicoltrice di Ratchabury, in Tailandia, che è passata all'agricoltura biologica: "Il riso biologico - spiega - garantisce un livello di vita sufficiente; possiamo aumentare i guadagni e ridurre
i costi. Migliora l'ambiente. Quando ho smesso di usare prodotti chimici e ho visto i lombrichi, ho pensato finalmente di aver riottenuto il mio campo! Vedo grandi lombrichi quando scavo. Se un campo non ne ha, quel campo è malato. Sono fiera che quello che ho fatto è più sostenibile. Non userò mai più sostanze chimiche perché il mio campo ora è migliore".

Fernando José Llobell Bisbal, dal 2002, è il presidente di La Tierrallana, un'associazione di consumatori biologici di Albacete, in Spagna e spiega: "Voglio che il mio governo vieti produzione, distribuzione, esportazione e importazione di alimenti geneticamente modificati fino a quando non avremo una valutazione appropriata e indipendente sui rischi per la salute umana e gli impatti sull'ambiente. Deve seguire l'esempio di altre nazioni europee - Germania e Francia - che hanno vietato le colture Ogm a causa dei relativi impatti. È terribile che in uno stato democratico, le vittime della contaminazione devono pagare le conseguenze di una situazione causata da una multinazionale il cui solo scopo è di eliminare qualsiasi tipo di alternativa Non-Ogm alla produzione di cibo".

Anche Eduardo Campayo García, viene da Albacete, è un agricoltore biologico che produce mais, erba medica, piselli, patate, frumento e vino: "Io credo nell'agricoltura biologica perché quella convenzionale non soddisfa i miei bisogni. Per esempio, con l'erba medica dovevo eseguire fino a sei trattamenti con prodotti chimici, mentre con l'agricoltura biologica, non ne devo fare. Cosa è cambiato da quando sono passato all'agricoltura biologica? Il carico di lavoro nei campi e una grande soddisfazione personale! Voglio che il mio futuro sia di speranza, non di paura e preoccupazioni. Ci attende una grossa sfida - produrre cibi sani, in un ambiente sostenibile e relazionarsi con la domanda di mercato. Il mais biologico potrebbe scomparire a causa degli Ogm. La mia esperienza con il mais dice che il polline viaggia di più rispetto a quanto detto negli studi, e che il mais viene contaminato molto più spesso rispetto a quanto viene effettivamente riportato. Nel mio caso, il mais più vicino ai miei campi si trova a 500 metri, e non è transgenico, ciò nonostante le mie coltivazioni sono state contami".

Greenpeace ha presentato oggi alla Commissione europea il suo rapporto "Testimoni della contaminazione" che documenta i pericoli della contaminazione da Ogm ed suoi effetti sociali ed economici sulle comunità agricole. Greenpeace chiede alla Commissione Ue di bloccare l'autorizzazione del riso Ogm della Bayer, della patata transgenica della Basf e del mais MON810 della Monsanto.

Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace Italia spiega che "Firmando la petizione per bloccare il riso Ogm , le persone hanno dimostrato ancora una volta che non vogliono cibi Ogm nei loro piatti. Abbiamo già visto come il mais Ogm sta minacciando l'ambiente e il sostentamento degli agricoltori. Se la Commissione autorizzasse l'importazione del riso Ogm della Bayer e di altri Ogm, l'alimento base più importante al mondo sarebbe a rischio. Gli agricoltori stanno rifiutando gli Ogm progressivamente convertendosi a un'agricoltura ecologica. Non vogliono trovarsi alla mercé delle multinazionali che minacciano di prendere il controllo del nostro cibo".

Ulteriori informazioni:
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