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BAYER

Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania)
Comunicato Stampa, 21 febbraio 2014

La multinazionale della chimica, BAYER, contatta i suoi critici

Prima offerta di dialogo in 35 anni

Herbert Heitmann, nuovo capo delle comunicazioni della BAYER, ha invitato la Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG Germania), a un incontro. Heitmann vuole scoprire "quali sono i vostri obiettivi" e "come possiamo lavorare assieme nei casi appropriati". E' la prima volta dal 1979 che la multinazionale si è aperta al dialogo. In precedenza la prassi della BAYER era quella di intimidire e far tacere i suoi critici, inclusa la CBG che è stata denunciata, spiata e screditata.

Axel Koehler-Schnura, membro fondatore di CBG ha dichiarato: "Naturalmente siamo aperti al dialogo, come lo siamo stati nei 35 anni precedenti. Però, dal momento che la BAYER ha danneggiato persone, comunità e ambiente per 150 anni, un dialogo a porte chiuse è fuori discussione. Gli incontri devono essere trasparenti per il pubblico". Inoltre, lo scambio di vedute ha senso solo se porta alla soluzione degli attuali problemi, ad esempio quello dei farmaci pericolosi come il contraccettivo orale Yaz/Yasmin. Secondo Koehler-Schnura: "Da quando abbiamo fondato la nostra organizzazione, cosa che avvenne in occasione di gravi incidenti accaduti negli impianti della BAYER di Wuppertal e Dormagen, abbiamo visto che i problemi non vengono mai risolti, ma nascosti con campagne di propaganda multimiliardarie ed eserciti di avvocati".

La Coalizione contro i pericoli derivanti dalla BAYER è attiva in tutte le aree di interesse commerciale della BAYER e in tal modo coopera con ambientalisti, sindacalisti e vittime, in oltre 40 paesi. Le campagne più recenti sono su: la moria delle api dovuta ai pesticidi della BAYER, la storia della compagnia durante il Terzo Reich, i brevetti sugli OGM, la guerra della BAYER's contro i sindacati, l'uso di antibiotici negli allevamenti animali e il rischio degli anti-coagulanti e dei contraccettivi orali .

Fin dai primi anni '80, la Coalizione ha presentato contromozioni alle assemblee degli azionisti della BAYER per denunciare le responsabilità della Direzione della Compagnia in quello che è il "lato oscuro" dei profitti miliardari. CBG dà anche, a vittime provenienti da tutto il mondo, la possibilità di parlare direttamente ai dirigenti.

Fino ad oggi, il trattamento riservato dalla multinazionale ai suoi critici è stato spietato. Per esempio ha iniziato parecchie cause legali contro la Coalizione. Quella più lunga iniziò nel 1987, quando la BAYER chiese un ordine di chiusura della nostra attività, con una condanna che comportava fino a sei mesi di carcere e fino a 500,000 marchi di multa, a causa di un passaggio contenuto in un volantino. ("Nella sua sconfinata sete di profitti, la BAYER, viola i principi democratici, i diritti umani e la correttezza politica. Critici mal visti vengono sottoposti a pressioni, uomini politici di destra e compiacenti vengono sostenuti e finanziati"). Malgrado gli alti costi della causa, la CBG ha scelto di procedere fino all'ultimo grado di giudizio. Il rischio assunto è stato premiato e, nel 1992, la Corte Suprema della Germania, presieduta da Roman Herzog, (che in seguito divenne presidente federale), rovesciò i precedenti verdetti e la CBG vinse la causa. (Traduzione in inglese della sentenza).

Il modo in cui la Compagnia risponde alle critiche poco gradite, traspare anche da un documento strategico interno confiscato nel 2009, durante un'investigazione del Congresso degli Stati Uniti. Il documento dimostra come la BAYER, dopo un incidente mortale, volesse "marginalizzare" e far apparire "irrilevanti" i critici e i giornalisti poco graditi. Le conclusioni del Congresso sono state queste: "Le prove raccolte dal comitato di investigazione, dimostrano che la BAYER ha adottato una politica di segretezza: non fornendo ai servizi di soccorso locali, di contea e statali, informazioni di importanza critica; limitando l'uso delle informazioni fornite agli investigatori federali; svilendo canali informativi e gruppi di cittadini preoccupati dai pericoli connessi con le attività della BAYER; fornendo al pubblico informazioni inaccurate e fuorvianti".