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Comunicato Stampa

10 Dicembre 2004
Comunicato Stampa

La Bayer abbandona gli Ogm in India

La Bayer ha annunciato che non produrrà più nuovi Ogm in India. In una lettera a Greenpeace, la multinazionale sostiene che la decisione "è dovuta a cambiamenti nella nostra strategia globale di ricerca" e pertanto verrà interrotto tutto il lavoro portato avanti su: cavolo, cavolfiore, melanzana, pomodoro e semi di mostarda transgenici. L'azienda si concentrerà solo sulle piante convenzionali.

Philipp Mimkes della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer, afferma: " Le promesse fatte dall'industria dei semi geneticamente modificati, sia di aumento nelle rese sia di riduzione nell'uso di pesticidi, sono rimaste irrealizzate. La Bayer dovrebbe quindi smettere di produrre alimenti geneticamente modificati anche in Europa". Mimkes critica il fatto che la Bayer stia ancora cercando l'approvazione per importare nella Comunita Europea riso resistente ai diserbanti. "Il riso geneticamente modificato, non solo rappresenta un rischio per la salute dei consumatori europei, ma può addirittura mettere a rischio la sopravvivenza di milioni di persone in Asia. Invitiamo dunque la Bayer a desistere anche dal commercializzare riso geneticamente modificato ", aggiunge Mimkes.

Questa è la terza volta che la Bayer fa marcia indietro sugli Ogm quest'anno: a marzo aveva annunciato che non avrebbe commercializzato il mais Ogm in Gran Bretagna perché "economicamente non vantaggioso". Sempre in primavera le autorità europee avevano negato il consenso all' importazione di canola geneticamente modificata così come le autorità australiane non ne avevano consentito la vendita.

L'India ha una popolazione di oltre un miliardo di persone e l'80% lavora nell'agricoltura, quindi il mercato per le aziende sementiere e dell'agrochimica è enorme. La marcia indietro della Bayer dalla ricerca sugli Ogm in questo Paese è parte di un più massiccio ritiro dell'industria del biotech a livello mondiale. All'inizio dell'anno, la Monsanto aveva abbandonato la ricerca sul frumento Ogm e, come la Bayer, sulla colza in Australia. "Non siamo sorpresi di queste decisioni: i consumatori non vogliono mangiare Ogm e le multinazionali stanno iniziando ad accorgersi che i loro prodotti non hanno mercato", afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace.