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Comunicato Stampa

03 agosto 2004
Comunicato stampa della Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer (CBG)

Una foglia di fico per coprire l'impudico accordo tra la Bayer e il programma per l'ambiente delle Nazioni Unite (UNEP)

Recentemente la Bayer ha firmato un accordo di cooperazione con l'agenzia per l'ambiente delle Nazioni Unite (UNEP). Per un periodo di tre anni la Bayer verserà una cifra annuale di un milione di euro per il programma dell' UNEP, "Giovani e Ambiente". Il punto focale di questa cooperazione sara l'area dell'Asia e del Pacifico.

Philipp Mimkes della "Coalizione contro i pericoli derivanti dalla Bayer" (CBG - Germania) commenta: "La Bayer, così come tutte le multinazionali, non ha niente che si possa chiamare "coscienza ecologica", bensì il suo interesse è esclusivamente il profitto. Fino ad oggi questa multinazionale ha combattuto con la sua lobby contro qualunque accordo su questioni ambientali, sia esso il Protocollo di Kyoto per la difesa del clima o la nuova legislazione europea sui prodotti chimici. Se alle multinazionali come la Bayer viene consentito di associare il proprio nome a quello delle Nazioni Unite ciò che si ottiene è un grosso passo indietro nello sforzo di assicurare la difesa dell'ambiente."

Facendo osservare che la Bayer produce un gran numero di sostanze altamente pericolose come pesticidi, plastificanti, Bisfenolo A e fosgene, Mimkes afferma: "Per la Bayer il sostegno all'UNEP non è altro che una campagna pubblicitaria. Non esiste un metodo più semplice e informale di ottenere una immagine positiva della Compagnia."

Quattro anni fa la Bayer è stata anche uno dei firmatari dell'accordo Global Compact delle Nazioni Unite, in cui più di 100 società hanno riconosciuto l'importanza della difesa dell'ambiente, della sicurezza dei lavoratori e dei diritti umani. Ma nessun criterio è stato stabilito dalle Nazioni Unite per il Global Compact. Qualunque società, da quelle che producono impianti di produzione di energia atomica alle multinazionali del petrolio poteva partecipare. Dopo che una società ha firmato l'accordo, non ci sono controlli di nessun tipo e tutti gli accordi presi non sono comunque vincolanti.

"Ciò che è in particolar modo paradossale" aggiunge Philipp Mimkes "è il fatto che in questa cooperazione tra Bayer e UNEP il punto focale sia l'Asia". La Bayer si impegna molto per far approvare il riso geneticamente modificato. Dal momento che il riso è l'alimento di base nella dieta di 2 miliardi e mezzo di persone, l'introduzione di questi tipi di riso modificato avrebbe conseguenze drammatiche. Milioni di agricoltori che oggi producono la loro semente attraverso scambi e proprie coltivazioni diverrebbero dipendenti dalle multinazionali. Il processo di concentrazione, a cui in precedenza si è assistito durante la "rivoluzione verde", porterebbe inevitabilmente alla perdita della capacità di sopravvivenza per milioni di agricoltori e li costringerebbe ad emigrare nelle baraccopoli che circondano le grandi città.

La Bayer utilizza ampiamente i suoi accordi con le Nazioni Unite per pubblicizzare la sua integrità, ad esempio sulla homepage della società e in molti manifesti pubblicitari. Anche il rapporto annuale della Bayer contiene i complimenti di Kofi Annan con tanto di foto e di logo delle Nazioni Unite. E' proprio di esempi come questi che si lamenta Friends of the Earth parlando dell'insidiosa presa di potere dell'economia privata all'interno delle Nazioni Unite e sottolinea il pericolo che accordi volontari possano ostacolare la ratificazione di regolamentazioni vincolanti.